L'aspetto del mistero di Cristo che più appassionò don Otto­rino fu questo: Gesù che compie perfettamente la volontà del Padre, donandosi fino alla morte per salvare gli uomini.

Cristo entrò nel mondo dicendo: «Ecco io vengo a fare, o Dio, la tua volontà» (Ebr 10, 7) e «spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo... facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2,7-8).

 

Lia, prima Sorella nella diaconia brasiliana

Eliacir, (Lia) Santos de Oliveira,è nata il 22 gennaio 1961 a Coelho da Rochaa -RJ. Ammalatasi all'inizio del 2004, è morta la mattina del 18 marzo 2004.

Laureata in biologia, si era specializzata nell’uso di erbe e piante medicinali per la preparazione di medicamenti tradizionali. Dopo aver esercitato per anni la professione di infermeria ausiliaria in un ospedale di Rio de Janeiro, negli ultimi anni aveva svolto un servizio di assistenza domiciliare nella pastorale della salute della parrocchia “Madonna di Fatima” nel quartiere di Santa Maria di Belford Roxo, la città della grande periferia di Rio de Janeiro dove opera una comunità religiosa di preti e diaconi della Congregazione per il ministero pastorale e la prima formazione delle giovani vocazioni.

 

Così si racconta in alcune sue lettere:

..Descriverei la sintonia che avvertii in me con il carisma di questa Famiglia religiosa usando  l’espressione “essere libera per servire…”. Concretamente la missione alla quale mi sento chiamata e che mi giunge come un’invocazione accorata dalla comunità della mia gente sono le attività da svolgere in comunione con i Religiosi di San Gaetano e, in modo particolare, con i loro diaconi in favore dei più poveri, i malati, gli emarginati.

Potrei dire, in sintonia con i fratelli della Congregazione, che vivere la carità significa essere strumento perché si scopra il valore della vita, cui tutti hanno diritto, riconoscendo ad ognuno la sua dignità personale, la sua libertà, alimentando in tutti la speranza di sentirsi figli di Dio amati dal Padre misericordioso e parti integranti del Progetto di Dio chiamato a contribuire responsabilmente alla sua realizzazione.

Penso che siamo piante nel giardino di Dio; nel suo giardino nessuna pianta nasce per caso. Dio non fa le cose tanto per fare. Sento che Dio che ha voluto questo giardino, vi ha scavato un buco e vi ha collocato questa pianta che sono io; così devo fare radici ed Egli mi alimenterà con la sua linfa. L’importante è che questa pianta che siete voi, che sono io, corrisponda alle aspettative di Dio.

Durante la mia esperienza di servizio, mi sono accorta che per molti fratelli sofferenti, stanchi, senza speranza, vinti dalla malattia fisica, non erano sufficienti le medicine. Abbiamo percepito che ciò che stavamo facendo era incompleto, mancava qualcos’altro... Per chi è disperato, per chi sta passando un momento difficile e di grande sofferenza, è di fondamentale importanza la vicinanza e l’annuncio di fede.

..Vivo in mezzo alla gente sperimentando le sofferenze dovute alla malattia, alla morte, alla disoccupazione, alla mancanza di informazione, allo scoraggiamento e alla miseria, e cercando di essere una presenza-dono nelle diverse situazioni, di vivere il carisma di don Ottorino in Gesù sacerdote servo con la grazia divina di essere donna e di saper affrontare anche difficoltà di vario tipo: una cultura maschilista, razzista, economicista e con le conseguenze di una politica mondiale corrotta. In mezzo alla gente sono sempre ben accolta: accolta e stimata come persona di fiducia, amica solidale, uguale alla gente…

 I turni di notte nel lavoro come infermiera ausiliare sono stati momenti fortissimi per la mia crescita spirituale, momenti sacri perché in essi, per quanto siano stati pieni e di corsa, non ho smesso di dialogare con Gesù bene amato con i miei lamenti, le mie lodi, le mie più profonde condivisioni, le confessioni e i desideri; e, soprattutto, ho potuto ascoltare il Signore che mi parlava nel gemito dell’ammalato, nei pannoloni da cambiare, nella disperazione, nella sofferenza di ogni fratello, nel silenzio dell’alba.

Attraverso quello che mi dice la vita percepisco il Signore nostro Dio vivo, rinnovato, presente in mezzo a noi; come pure sento che questo succede sempre nell’eucaristia. I

“Con Gesù nel cuore, nella famiglia, nel lavoro”; “Sono al mio posto?”; “Gesù ti amo!”; “Le croci indicano che sono nel cammino giusto. Sono grazie”; “Al servizio della causa del Signore”; “Il lavoro mezzo di santificazione”; “Camminare incontro al Signore”; “Insieme nelle avversità”… Queste frasi risuonano come un’eco in me, modellandomi al Signore. Don Ottorino è stato senza dubbio molto speciale nel viverle, e per me tutte le volte che le ripeto, le rileggo, torno ad ascoltarle, le medito, esse si trasformano in incentivo, mezzi, forma per camminare spiritualmente secondo la Pia Società San Gaetano...                                                        

                                                                                                    Lia